So vedere una mosca nel latte,
So riconoscere l'uomo dall'abito
So distinguere l'estate dall'inverno
So giudicare dal melo la mela
So conoscere dalla gomma l'albero,
So quando tutto è poi la stessa cosa,
So chi lavora e chi non fa un bel niente,
So tutto, ma non so chi sono io.

 

La morte è un lento defluire, di fiumara carsica in luglio.

Non è il tranciato violento di una diga, l'interruzione improvvisa e la secca conseguente.

È un lento ritrarsi, negarsi agli occhi, un mutismo assorto, distratto

l'ondeggiare di una tenda bianca nella calura pomeridiana.

 

C'ero, ero qui e ora ci sono di meno

c'erano flutti dirompenti e ora c'è acqua stagnante e un oppresso gracidìo.

Ero qui e ora c'è l'argilla del fondale, crepata dal sole e dall'arsura.

 

Lasciamo quello, forse: l'arsura in gola e una insaziabile sete di respiri.

Noi montanari scesi in città, provinciali col rock, contadini inurbati (cit.), villici in trasferta, studenti fuori sede, aspiranti frequentatori del cinema Orchidea, braccianti lucani, casalinghe di Voghera, pastori sardi padri padroni, "play it again, Sam" oh yeah!
In città ci eravamo venuti, scappando dal villaggio, perché ci avevano raccontato che in città ognuno si faceva gli affari propri.

 

Il signor Baxter era un avido lettore di romanzi polizieschi, così quando decise di uccidere lo zio sapeva di non potersi concedere alcun errore.

Be', almeno una piccola falsa traccia, molto semplice avrebbe dovuto concedersela. Avrebbe dovuto portar via tutto il denaro contante dalla casa dello zio. Se non avesse preso questa precauzione, sarebbe stato un sospettato ideale, in quanto era il solo erede.

Questo post è un trucco per portarti a leggere un altro post che Facebook mi impedisce di pubblicare.

 

Devo scrivere un testo ragionevolmente lungo per confondere gli algoritmi di Facebook. Ma dato che non ho voglia, lo farò scrivere a una intelligenza artificiale.

Cinque anni fa ho scritto su Facebook:

«Mi sono iscritto a una lobby. Fatelo anche voi, è istruttivo.
Oppure diventate ebrei. O anche gay, terroni, profe$$oroni, zingari, handicappati, radical chic, negri, poveri, pazzi, mussulmani, buonisti.
Non per sempre, non è necessario. Diventatelo anche solo per qualche giorno all'anno, un paio di settimane, toh.»