Al Père-Lachaise Cléo piange se stessa

danza la sua bellezza sabbatica nella fiamma desiderante degli occhi di Toulouse-Lautrec.

Vince il silenzio un sordido can-can: fra le tombe mute si espande il biancore arrossato di mille pizzi svolazzanti, indiavolati.

I Francesi. Che sempre hanno preferito il peccato al dolore.

 

Las causas

 

I crepuscoli e le generazioni.

I giorni senza il giorno del principio.

La freschezza dell'acqua nella gola

di Adamo. L'ordinato Paradiso.

L'occhio che indaga e scruta nella tenebra.

I lupi che si accoppiano nell'alba.

La parola. L'esametro. Lo specchio.

 

Se il mondo ha la struttura del linguaggio
e il linguaggio ha la forma della mente
la mente con i suoi pieni e i suoi vuoti
è niente o quasi e non ci rassicura,

Così parlò Papirio. Era già scuro
e pioveva. Mettiamoci al sicuro
disse e affrettò il passo senza accorgersi
che il suo era il linguaggio del delirio.

«Le traslucide mani dell'ebreo
sfaccettano nella penombra i cristalli
e la sera che muore è paura e freddo.
(Le sere alle sere sono uguali).
 
Le mani e lo spazio di giacinto
che impallidisce sul confine del Ghetto
quasi non esistono per l'uomo quieto
che sta sognando un chiaro labirinto.
 
Non lo turba la fama, quel riflesso
di sogni nel sogno di un altro specchio,
né il timoroso amore delle fanciulle.
 
Libero dalla metafora e dal mito
sfaccetta un arduo cristallo: l'infinita
Mappa di Colui che è tutte le Sue stelle.»
 

 

«È una storia terribile!» esclamò una gallina in una zona della città dove non era accaduto il fatto «uno spaventoso scandalo in un pollaio! Non me la sento proprio di dormire da sola questa notte! Per fortuna siamo in tante sulla pertica.» E intanto raccontò in modo tale che le galline drizzarono le penne e il gallo fece afflosciare la cresta. «È proprio vero!»

In un villaggio vivevano quattro brahmani, che erano amici. Tre di loro avevano raggiunto il limite di quanto agli uomini è dato conoscere, ma mancava loro il buonsenso. Il quarto aveva buonsenso, ma disdegnava la dottrina.