Il Pratt dimenticato: "Un cuore garibaldino"
Qualche sabato fa, nel mio solito giro per il Balon, prima di ritrovarmi a farci un caffè con Marcello e Beppe, mi è caduto l'occhio su una copertina che spuntava da uno di quegli scatoloni di banane dentro cui vengono di norma trasportati i libri vecchi dai rigattieri e dai ciapa-ciapa. Grafica innegabilmente prattiana, i nomi degli autori in alto: Arrigo Petacco e Hugo Pratt. E il titolo: "Un cuore garibaldino".
Di fretta (ero in ritardo) ho contrattato non ricordo se uno o due euro e l'ho infilato nello zaino.
L'intenzione primaria era di coprire una così grave mancanza: un albo a fumetti di Pratt che non conoscevo (o di cui non mi ricordavo). Non del Pratt degli esordi ma del periodo più maturo e fecondo del Maestro di Malamocco. Impadronirsi del fumetto, subito.











