«Le traslucide mani dell'ebreo
sfaccettano nella penombra i cristalli
e la sera che muore è paura e freddo.
(Le sere alle sere sono uguali).
 
Le mani e lo spazio di giacinto
che impallidisce sul confine del Ghetto
quasi non esistono per l'uomo quieto
che sta sognando un chiaro labirinto.
 
Non lo turba la fama, quel riflesso
di sogni nel sogno di un altro specchio,
né il timoroso amore delle fanciulle.
 
Libero dalla metafora e dal mito
sfaccetta un arduo cristallo: l'infinita
Mappa di Colui che è tutte le Sue stelle.»
 

 

«È una storia terribile!» esclamò una gallina in una zona della città dove non era accaduto il fatto «uno spaventoso scandalo in un pollaio! Non me la sento proprio di dormire da sola questa notte! Per fortuna siamo in tante sulla pertica.» E intanto raccontò in modo tale che le galline drizzarono le penne e il gallo fece afflosciare la cresta. «È proprio vero!»

In un villaggio vivevano quattro brahmani, che erano amici. Tre di loro avevano raggiunto il limite di quanto agli uomini è dato conoscere, ma mancava loro il buonsenso. Il quarto aveva buonsenso, ma disdegnava la dottrina.

 

 

Dalle cose che feci o dissi
non cerchino d’indovinare chi fui.
C’era un impedimento a trasformare
il mio modo di vivere e di agire.
C’era un impedimento, e mi fermava
molte volte che stavo per parlare.
Dalle mie azioni meno appariscenti
e dai miei scritti più velati –
da questo solo mi conosceranno.
Anche se forse non varrà la pena
che facciano tanti sforzi per capirmi.
Più avanti – in una società perfetta –
apparirà di certo qualcun altro
che mi somigli e agisca da uomo libero.
 

 

Alcune vicende recenti hanno portato alla ribalta la parola "Ubik".
Per chi non lo conoscesse, "Ubik" è un romanzo di Philip K. Dick (a mio parere il suo romanzo più importante).
P. K. Dick, un nome ben conosciuto a chi ama la fantascienza ma del tutto ignorato da tutto il resto del vasto mondo, è stato un autore geniale e sofferto, a cui hanno attinto a piene mani altri scrittori e, tanto, il cinema. Il film "Blade runner" (per chi non lo sapesse) è tratto dal romanzo breve di Dick "Do Androids Dream of Electric Sheep?".

 

C'è, nel sentire comune, una bizzarra e ingiustificabile confusione fra due questioni che sono solo parenti lontani: la libertà di pensiero e la libertà di espressione.