Non so perchè quella sera....
fossero i mille profumi del banchetto....
irrequietezza della primavera....
un'indefinita pesantezza
mi gravava sul petto,
un vuoto infinito mi sentivo nel cuore....
ero stanco, avvilito, di malumore.
Non so perchè, io non avea mangiato,
e pure sentendomi sazio come un re,
digiuno ero come un mendico, chi sa perchè?
Non avea preso parte
alle allegre risate,
ai discorsi consueti
degli amici gai e lieti;
tutto m'era sembrato sconcio,
tutto m'era parso osceno,
non per un senso di moralità,
che in me non c'è,
e nessuno siera curato di me,
chi sa....

 

Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.

la sera che muore è paura e freddo
la notte di amsterdam raccoglie pensieri eretici
e coltellate sulle pietre viscide.

El sueño, autor de representaciones,
en su teatro sobre el viento armado,
sombras suele vestir de bulto bello.

Ombre talvolta veste.

Imadaddin Nasimi

So contenere due mondi, ma il mondo non mi conterrà.

Sono la sostanza, non lo spazio, e la terra non mi conterrà.

Ciò che esisteva, esiste ed esisterà si lascia incarnare in me.

Non chiedermi la spiegazione, vieni solo da me: essa non mi conterrà.

Dice: ma perché hai tutta questa sconsiderata, feticistica passione per Franco Maria Ricci?

Eh, che ti devo dire?

Oggi ho trovato "Verso la cuna del mondo" di Guido Gozzano, in accoppiata con il numero 11/12 de "La Biblioteca Blu", «mensile di bibliografia e curiosità letterarie, curato da Gianni Guadalupi, Giovanni Mariotti e Cristina Pariset. Pubblicato a Milano da Franco Maria Ricci in via S. Sofia al numero otto, di fronte alla Chiesa di S. Maria della Visitazione».

Ruggero Pascoli con i figli

La poesia frequenta poco un tema, un argomento: l'omicidio.

Le poesie che parlano di omicidio sono pochissime, se si esclude la pur vasta poesia epica e cavalleresca in cui però, se è vero che c'è un sacco di gente che muore ammazzata, è altrettanto vero che questo avviene in una cornice rituale-eroica-simbolica-etc che trascende la morte in sé e che formalizza una estetica che nulla ha a che fare con il "fatto di sangue".

Achille uccide Ettore in uno scontro fra eroi, sintesi e rappresentazione di qualità (vizi e virtù) che trasformano il sangue, il dolore e la morte in gesto estetico e atletico, ben lontano dal tetro assassino mosso da sete di vendetta, famelica rapina, bestiale gelosia. Il loro è un duello, non un omicidio.