Vorrei ricordare ai miei amici cattolici, apostolici e romani che, nell'avventurosa e inverata ipotesi che capiti loro di scambiare due chiacchiere col Papa al bar, davanti a un caffè corretto anice, o alla fermata dell'autobus o alla sagra del carciofo alla giudìa, è consentito loro dissentire dalle Sue parole, anche in maniera colorita, contestandone la forma, il merito e perfino prenderLo in giro per il Suo accento sudamericano. E' consentito altresì non prendere sul serio nessuna delle cose che dice e, davanti alle affermazioni più fantasiose, ci si può spingere anche a un "Che cavolo sta dicendo, Santità?".

 

Dieci anni fa un numero non banale di persone era timorosa che la profezia dei Maya si sarebbe avverata e sarebbe finito il mondo.

 

Fra i temi forti del complottismo c'è quello dello sterminio. I poteri forti (Soros, il Bilderberg, l'OMS, l'Europa, gli USA, la NATO: ogni complottista ha le proprie preferenze) starebbero effettuando una de-popolazione con lo scopo di attuare "il grande reset" e instaurare un nuovo ordine mondiale.

 

Ci sono momenti in cui i ricordi si affastellano, privi di un senso logico, di una struttura narrativa, di un qualsiasi appiglio alla razionalità di un flusso temporale o spaziale purchessìa. Sembra piuttosto una sorta di elenco telefonico personale, una enciclopedia esperienziale in ordine confuso, una poesia automatica di un Marinetti alloppiato.
Simone Pianetti

 

Simone Pianetti nacque il 7 febbraio 1858 a Camerata Cornello, piccolo centro della Val Brembana, in provincia di Bergamo. Fin da ragazzo rivelò un temperamento violento e sanguigno al punto da sparare un colpo di fucile contro il padre nel corso di una lite. Ancora giovane emigrò negli Stati Uniti dove mise su un'attività commerciale d'importazione di vino e frutta dall'Italia assieme a un socio, Andrea Ferrari, ma presto finì nel mirino della mafia (la cosiddetta "Mano Nera") che gli impose il pagamento del pizzo. Pianetti denunciò il tentativo di estorsione alla polizia che arrestò i responsabili ma poco dopo Ferrari fu ucciso. Intuendo che anche la sua vita era in pericolo Pianetti decise di rientrare in patria.