Vorrei ricordare ai miei amici cattolici, apostolici e romani che, nell'avventurosa e inverata ipotesi che capiti loro di scambiare due chiacchiere col Papa al bar, davanti a un caffè corretto anice, o alla fermata dell'autobus o alla sagra del carciofo alla giudìa, è consentito loro dissentire dalle Sue parole, anche in maniera colorita, contestandone la forma, il merito e perfino prenderLo in giro per il Suo accento sudamericano. E' consentito altresì non prendere sul serio nessuna delle cose che dice e, davanti alle affermazioni più fantasiose, ci si può spingere anche a un "Che cavolo sta dicendo, Santità?".
Tuttavia, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il «suo supremo ufficio di pastore e di dottore di tutti i cristiani» e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi», Egli è infallibile e quanto da Lui stabilito sotto queste condizioni «vincola tutta la Chiesa».(1)
Se, sempre parlando ex cathedra, dovesse sostenere che Tizio è uno stronzo e che Caio è un sant'uomo, al di là di qualunque vostra opinione personale su Tizio e su Caio, crederete fermamente santo l'uno e stronzo l'altro, a costo di qualunque sacrificio, fosse anche la vita, come testimonianza di fede.
L'infallibilità del Papa è un dogma di fede. Appartenere a Santa Romana Chiesa significa accettare TUTTI i dogmi di fede (non qualcuno sì e altri no, a piacere), altrimenti si è eretici e scomunicati.
Se penserete e, ancora peggio, vi comporterete in disaccordo e in contrasto, non vi sarà più lecito accogliere i Sacramenti (tutti, compresa la Santa Eucarestia).(2)
 
Già che ci siamo, siamo anche lieti di confermare che la pena di morte nella Citta del Vaticano è stata cancellata il 12 febbraio 2001 da papa Giovanni Paolo II. Se ve lo chiedono, tuttavia, ricordatevi che in realtà l'ultima esecuzione "in nome del Papa Re" fu quella di Agabito Bellomo, un brigante condannato per omicidio e ghigliottinato a Palestrina il 9 luglio 1870. Se la questione "pena di morte" dovesse avviare polemiche, potete sempre ricordare che invece lo Stato Italiano la pena di morte l'ha praticata fino al 4 marzo 1947 quando, alle 7:45 alle Basse di Stura, vennero fucilati i responsabili della strage di Villarbasse.
 
 
 
 
Update: si impone una contestualizzazione e qualche precisazione.
Il post l'ho scritto di getto, a un'ora tarda, sull'onda di una arrabbiatura.
 
Ho visto fugacemente in televisione una signora, già "autorevole" maîtresse à penser, rivendicare il suo essere cattolica ma "un po' a modo mio".
Ora, nella mia chiaramente limitata visione delle cose non esiste alcun "modo mio" o "modo suo", né tanto né poco, di essere cattolici.
Si può essere cristiani "a modo mio". Si può essere genericamente credenti "a modo mio". Ma dirsi cattolici significa solo ed esclusivamente la piena e perfetta aderenza alla dottrina, alle parole, agli obblighi e ai divieti di Santa Romana Chiesa, al netto delle condotte peccaminose (sempre perdonabili) che il libero arbitrio concede.
La dottrina cattolica, sintetizzata e compendiata nel Catechismo, è un complesso, completo e minuzioso sistema di prescrizioni e di divieti, distillato in duemila anni e in grado di coprire e risolvere qualsiasi dubbio o incertezza di ogni fedele. È talmente completo che esiste una normativa (un Codice) che tutto prevede: il diritto canonico; ed esistono dei magistrati in grado di dirimere qualsiasi controversia e qualsiasi dubbio di fede: i membri dei Tribunali Ecclesiastici.
 
Ma è un pacchetto all inclusive: se rifiuti anche uno solo dei precetti (e pervicacemente persisti) non sei più cattolico: sei sempre, magari, cristiano. Ma non cattolico.
Cristiani sono gli anglicani, i luterani, i valdesi, i mormoni, gli hussiti, i copti, gli anabattisti, i quaccheri, gli amish... e cristiani sono anche i cattolici.
 
Ma sto divagando.
La signora, cattolica un po' a modo suo, mi ha provocato uno sbrocco di bile. Perché, se è vero che dal Verbo discendono tutte le cose, le parole sono l'origine stesso del sacro, oltre che essere loro stesse sacre. Veder usare le parole con tale sciatteria, con tale stupida leggerezza mi offende quanto una bestemmia. La signora, ovviamente, può credere in ciò che preferisce e dire quello che vuole. Ma sentir dire "sono cattolica ma un po' a modo mio" è offensivo per la fede, per il cattolicesimo, per la lingua italiana e per le persone che lo sentono.
 
È da qui che nasce questo post. Il tono, deliberatamente borioso, voleva solo essere un espediente retorico.

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