Pascoli la adorava, questa filastrocca medievale.
Recuperata, principalmente da Carducci (che pubblicò il primo nucleo di 48 poesie), dalle annotazioni a margine degli atti notarili bolognesi insieme a una ricca messe di altre rime (i Memoriali Bolognesi), è una delle poesie di autore ignoto del corpus notarile.
Notevoli anche Oi bona gente, oditi et entenditi e Pur bii del vin, comadre.
For de la bella caiba
fuge lo lusignolo.
Piange lo fantino
però che non trova
lu so osilino
ne la gaiba nova,
e dise cum dolo:
"Chi gli avrì l'usolo?"
e dise cum dolo:
"Chi gli avrì l'usolo?"
E in un buschetto
se mise ad andare,
sentì l'oseletto
sì dolze cantare:
"Oi bel lusignolo,
torna nel meo broylo
oi bel lusignolo,
torna nel meo broylo".
Massimo Barbiero e Marta Raviglia l'hanno musicata e cantata.
Zoltán Kodály: Madrigale a tre voci, Coro Virtual Femenino

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