Quando ero bambino, nella valle che era il contorno del mio mondo presente e, presumibilmente, futuro, c'erano un sacco di ceppi. Il passaggio di una linea elettrica di alta tensione aveva portato con sé l'abbattimento di molte querce secolari e i ceppi erano, al contempo, un fastidio, un duro lavoro e una risorsa.
Un fastidio, perché complicavano inutilmente l'aratura dei campi, altari ormai utili a celebrare al massimo la memoria della cattedrale di legno e di foglie che lì era sorta.
Un duro lavoro, perché liberare il campo da quell'ingombro non era una passeggiata.
E una risorsa, perché era tutta ottima legna da ardere.
La fatica per recuperare questi ceppi era tanta e tale che non infrequentemente si ricorreva alla mina e alla polvere nera, con la sicumera di James Coburn nel film di Leone.
Con un grosso succhiello si trapanava il corpo profondo del ceppo, si riempiva il buco di polvere nera, si accendeva la miccia e...
Nei film, nessun regista resiste all'esplosione al rallentatore: i frammenti di finestra che schizzano d'intorno, le lingue di fiamma che guizzano, il fumo, la polvere. Tutta la scena è perfettamente "leggibile", fotogramma per fotogramma, il protagonista che corre per allontanarsi e che viene investito (ma non tanto, non mortalmente) dall'onda d'urto, il fumo...
Io ricordo una scena differente.
Non si vedeva un bel niente. Avveniva tutto in maniera così rapida (così "esplosiva", se non fosse tautologico) da superare la capacità dell'occhio di cogliere i movimenti. Era come nei vecchi telefilm di Flash: tutto così veloce che un momento Flash non c'era e l'attimo successivo era lì, dove nessuno l'aveva visto arrivare.
Si sentiva un "braam!" e si vedeva già il ceppo sventrato, qualche frammento intorno, un filo di fumo (tipo sigaro) che saliva dal cuore del ceppo.
Ho visto il video dell'abbattimento delle ciminiere di Piombino. Avviene lentamente, con l'eleganza di un mancamento: le microcariche tagliano i tendini delle due colonne, che cedono, lentamente, e si coricano su un lato.
Sapevo perfettamente che in quel caso è così che avviene: il più adagio e controllato possibile. Ma non riuscivo a togliermi dal retropensiero che fosse tutto all rallentatore, per non disattendere le aspettative del pubblico pagante.
Braaaam!

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