Attrup'chè a tutt i petr' d'a via.

 

È un modo di dire nel mio dialetto. Lo traduco come "Inciampare a ogni ciottolo sulla strada".

Si dice di persone permalose, puntigliose, ipercritiche, facili all'impuntatura e allo sbrocco d'ira, pochi inclini a considerare il piano generale (arrivare da qualche parte) e eccessivamente lamentose verso le grandi e, più spesso, le piccole difficoltà del cammino.

 

Mi piace molto.

Include l'idea di un viaggio, con una meta e un percorso.

Nel mio immaginario ogni viaggio è anche crescita, scoperta, odissea, letteratura, fantasia, esagramma 56 de I Ching, musica, piacere...

I sassi che si incontrano sono contrattempi, incidenti, sciatalgie, stanchezza, cose che vanno per il verso storto. Legge di Murphy.

Si impara, faticosamente, a evitare i sassi evitabili e a superare quelli inevitabili ma soprattutto si impara a impedire che questi sassi, ciottoli o macigni che siano, rovinino il piacere dell'odissea e la soddisfazione della meta. E si impara che quei sassi possono essere usati per migliorare il paesaggio, se li si raccoglie, li si squadra e li si usa per terrazzamenti e briglie.

E questo non significa rinunciare allo spirito critico, all'indipendenza di giudizio, alla finezza dei distinguo e al desiderio di un percorso meno accidentato.

Significa solo cercare, se possibile, di godersi il paesaggio e i compagni di viaggio, concentrarsi sulle grandi cose e non sulle meschinerie, sviluppare resilienza e progettualità, identificare e isolare quelle quattro o cinque cose che, da sole, rendono la vita piena e degna di essere vissuta.


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