Mezza vita fa e con un caldo più o meno analogo a quello odierno, annaspavo davanti alla commissione d'esame della maturità.
Una signora, di cui ricordo ancora alcune eccedenze fisiche ma non (ahimè) il nome, mi chiese la causa della prima guerra mondiale.
Con l'aria di "questa la so!" cominciai ad argomentare, fra Marx e Croce, su imperialismo, nascita delle nazioni, caduta di imperi etc etc etc.
La professoressa (detta anche "membro interno" con infelice sprezzo del doppio senso e del ridicolo) cominciò a manifestare un crescente fastidio: venne fuori che, per lei, la causa della prima guerra mondiale era l'attentato di Sarajevo.
Allora, ch'ero giovane e fesso e pieno di tic, sbottai in una espressione seccata che mi costò alcuni punti nel voto totale (sarebbero stati di più se un altro membro, non interno, della commissione d'esame non mi avesse difeso e sostenuto).
Oggi, che sono vecchio e saggio (o vecchio e stronzo, fate vobis), quando leggo e sento di persone che, pur forti di una cultura non arronzata, credono che la causa della guerra in Ucraina siano i nazisti del Donbass, mi trattengo e taccio.
Che la vecchiaia e la saggezza o la stronzaggine a qualcosa devono pur servire, suvvia.

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