È da un po' che non parlo delle mie letture. Rimediamo subito, sperando di essere, se non utile, almeno ameno.
Sto sfogliando, reverenzialmente, un testo quanto mai bizzarro:
L'onanismo
Dissertazione sulle malattie prodotte dalla masturbazione
Dico sfogliando, e non leggendo, perché è un regalo per un caro amico il quale, qualche settimana fa, in una cena vitellonesca a base di baccalà, ha avuto il garbo di avviare un dibattito sui benefici che l'onanismo avrebbe (a suo dire, abbiamo qualche medico in sala che possa confermare?) sui malanni prostatici di noi giovani dentro e ultrasessantenni all'anagrafe medica.
Per quelle bizzarre combinazioni che a volte fanno temere di essere osservato speciale di forze misteriose e non necessariamente benevoli, pochi giorni dopo l'aureo libretto (di pregevole e preziosa fattura) mi ha fatto all'improvviso l'occhiolino su una bancarella di via Po e, naturalmente, non ho potuto ignorarlo.
Stampato da dei misteriosi "Gli amici" Editori in Roma, contiene, oltre all'opera del dottor Simon-André Tissot (medico, Grancy, Vaud, 1728 - Losanna 1797) pubblicata in latino nel 1758 col titolo Tentamen de morbis ex manusturpratione in appendice al trattato De febribus biliosis, una tutt'altro che sgradevole (anche se inserto di molto successivo al testo) raccolta di disegni originali piuttosto glamourosamente onanistici di Giacomo Porzano (per i più curiosi: http://www.giacomoporzano.it/).

Sto poi piluccando, con fatica ma anche con qualche godimento, i "Poemi" (che poemi non sono ma semplici poesie sciolte) di Enrico Thovez. Abito in viale Enrico Thovez, glielo dovevo. Noblesse oblige.
Per piacevole contrappasso, azzanno cibo alla tavola di Umberto Montano, sotto lo sguardo ironico di una cameriera d'eccezione: Lidia Riviello e il suo "All you can eat". Nino Aragno editore. Fu un felice acquisto al Salone Internazionale del Libro dell'anno scorso.


In tasca, per eventuali emergenze, porto "In forma di parole", 12 poesie di Jaroslaw Seifert, libretto piccolissimo come si conviene a un così ristretto sottotitolo, pubblicato amatorialmente da una associazione culturale bolognese, con testo ceko (slovacco? lo sa solo Iddio) a fronte (il testo ceko-slovacco, lingua di cui ignoro anche le parolacce, serve solo a far colpo su studentesse di filologia ungro-finnica fuori corso).
Jaroslaw, il cui nome probabilmente non dice molto, è stato Premio Nobel per la Letteratura nel 1984, primo e unico del suo paese, la Cecoslovacchia (e, successivamente, la Slovacchia).
In questa giornata (la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne") cosa c'è di meglio di una delle 12 poesie?
«Se si sente sabbia
sotto la scarpa delle donne,
io sono di quelli che credono
che in vicinanza ci sia un sorriso.
E mi giocherei la testa
che una mano femminile morbida davvero
ha sempre forza sufficiente
per alleggerire
quel terribile peso delle cose.
Siedo con un medico stanco
davanti al padiglione.
Comincia appena a farsi buio.
Sono attimi in cui si conversa
e si ascolta tutto
e non si ode niente.
Parlavamo delle donne.
Il medico era un ginecologo.
Sorrise amaro:
I cinici mercenari nel medioevo
non volevano combattere al fianco delle donne,
perché avevano orrore
della loro crudeltà.
Sopporto le donne solo da quando ho cinquant'anni
ma devono essere intelligenti.
E l'amore?
Che potrei dirvi mai di quello?
Dannati genitali!
Poi si sentì dal portone il suo nome
e il medico andò via.
E io pativo di desiderio.
Nella mia anamnesi
questo però non c'era.»
PS: so che anche chi è arrivato fino qui in fondo avrà difficoltà a coglierlo ma sono convinto ( o mi piace esserlo) che un qualche fil rouge lega questi quattro libri e questa giornata.

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