Lungo il corso delle generazioni
gli uomini eressero la notte.
In principio era sonno e cecità
e spine che trafiggono il piede nudo
e paura dei lupi.

 

Non scopriremo maii chi forgiò la parola
per l'intervallo di ombra
che separa i due crepuscoli;
non scopriremo mai in che secolo divenne cifra
dello spazio stellato.

Altri generarono il mito.
La resero madre delle tranquille Parche
che tessono il destino
e le sacrificavano pecore nere
e il gallo che preannuncia la sua fine.

Dodici case le diedero i Caldei;
il Portico, infiniti mondi.
La plasmarono esametri latini
e lo sgomento di Pascal.

Luis de León vide in lei la patria
della sua anima tremante.
Adesso la sentiamo ineasauribile
come un antico vino.

Nessuno può guardarla senza una vertigine
e il tempo le ha infuso eternità.

E pensare che non esisterebbe
senza quegli strumenti tenui, gli occhi.


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