Ieri sera mi era presa la furia di scrivere qualcosa sulla divisione dei toast, sulle pruderie torinesi, sul caldo, sulle prossime esibizioni gladiatorie di miliardari, sulla cotonatura delle bambole, sull'acrimonia con cui una fetta non marginale di brava gente si esercita sulla morte di personaggi pubblici, sulla vita, l'universo e tutto quanto. Niente di meno, com'è ovvio: solo le cose più importanti e più urgenti, su cui io, come chiunque altro, ho originali e interessantissime opinioni e certezze.

 

Poi, in un gesto istintivo di lucidità salvifica, mi si sono presentate alcune domande:

1. il mondo è pronto per la mia pur preziosa visione delle cose?

2. il mio post avrebbe cambiato non dico i destini del mondo ma almeno la considerazione che Ganimede ha di me quando gli impedisco di uscire in giardino?

3. il mio post mi avrebbe fatto guadagnare qualche punto in termini di qualità ed aspettative di vita?

4. il mio post avrebbe superato, nella memoria e nella considerazione non dico del mondo ma del mio condominio, la settimana o almeno la nottata?

5. non è che niente niente tendo a sovrastimare un filino la traccia che, seddiovole, lascerò nel mondo (ho già lasciato scritto che voglio essere cremato, quindi quando parlo di traccia mi riferisco proprio a quel fil di fumo, tipo Tex nelle Badlands)

E a tutte le domande la risposta era sempre la stessa: NO, tranne all'ultima, che però non vale.

Insomma, lo sappiamo tutti che la risposta valida è 42. E 42, nella Smorfia, è il caffè.

Gli autori della Smorfia, gente saggia e dall'occhio lungo, non hanno previsto il caffè diviso ma (leggo) "Se avete sognato di versare il caffè in una tazza o di offrirlo a qualcuno, il sogno è legato alla sfera sessuale e al piacere fisico."

Che la risposta, alla fine l'unica che vale, è sognare di versare un caffè a qualcuno perché, alla fine, è più piacevole offrirlo il caffè che berlo. Un piacere fisico e sessuale, dice la Smorfia. Un orgasmo. Se guardate lo scontrino, significa che non potete permettervelo, né di berlo né, tantomeno, di offrirlo.

Che un orgasmo è un privilegio raro.


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