Lo spot della De Cecco (la pasta) usa "Vecchio frac", canzone del 1955 interamente scritta e musicata da Domenico Modugno.
È pensabile che i creativi che hanno deciso di usare questo brano non abbiano capito di cosa parla e siano rimasti semplicemente affascinati dal "lalala" fischiettato.
Oppure che lo sapessero perfettamente ma al contempo fossero ben consapevoli del fatto che i destinatari dello spot invece non ne sanno nulla.
"Vecchio frac" parla di morte.
La vicenda è vagamente ispirata a quella di Raimondo Lanza di Trabia, un personaggio che varrebbe un romanzo più che una canzone, morto in circostanze poco chiare, forse suicida.
Ed è del suicidio che parla, "Vecchio frac".
Senza nominarlo, sgusciando fra le parole come un'anguilla, per evitare quella censura che pure colpirà il suo autore. Anche se lo colpirà non tanto sul tema principale della canzone (il suicidio) ma su un dettaglio: "il verso finale «Ad un attimo d'amore che mai più ritornerà» gli fu fatto trasformare in «Ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor», poiché la commissione di censura ritenne che parole che alludevano a contatti fisici fossero da considerarsi immorali"[cfr].
Tra le varie riletture di questo piccolo gioiello, spicca quella a fumetti di Berardi e Milazzo (autori di Ken Parker) in cui il "vecchio frac" è Mandrake il quale, rivelandosi nell'ultima vignetta, dice "Play it, Lothar" citando la famosa scena di "Casablanca" a sua volta citato da Woody Allen: Lothar rimette il 45 giri nel vecchio mangiadischi e si allontanano insieme nella nebbia.

 
«È giunta mezzanotte
Si spengono i rumori
Si spegne anche l'insegna
Di quell'ultimo caffè
Le strade son deserte
Deserte e silenziose
Un'ultima carrozza
Cigolando se ne va
Il fiume scorre lento
Frusciando sotto i ponti
La luna splende in cielo
Dorme tutta la città
Solo va un uomo in frack
Ha il cilindro per cappello
Due diamanti per gemelli
Un bastone di cristallo
La gardenia nell'occhiello
E sul candido gilet
Un papillon
Un papillon di seta blu
S'avvicina lentamente
Con incedere elegante
Ha l'aspetto trasognato
Malinconico ed assente
Non si sa da dove viene
Né dove va
Chi mai sarà
Quell'uomo in frack
Buon nuite bonne nuite
Buon nuite bonne nuite
Buona notte
Va dicendo ad ogni cosa
Ai fanali illuminati
Ad un gatto innamorato
Che randagio se ne va
È giunta ormai l'aurora
Si spengono i fanali
Si sveglia a poco a poco
Tutta quanta la città
La luna s'è incantata
Sorpresa ed impallidita
Pian piano
Scolorandosi nel cielo sparirà
Sbadiglia una finestra
Sul fiume silenzioso
E nella luce bianca
Galleggiando se ne van
Un cilindro
Un fiore e un frack
Galleggiando dolcemente
E lasciandosi cullare
Se ne scende lentamente
Sotto i ponti verso il mare
Verso il mare se ne va
Chi mai sarà, chi mai sarà
Quell'uomo in frack
Adieu adieu adieu adieu
Addio al mondo
Ai ricordi del passato
Ad un sogno mai sognato
Ad un'attimo d'amore
Che mai più ritornerà
La la la la la la la la»
 
 
 

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