Oggi è il 150esimo anniversario della fine del potere temporale del Papa di Roma.
Centocinquanta anni fa, dopo aver sfondato il muro di cinta, i bersaglieri irrompono nello Stato Vaticano.
È il capitolo finale di una storia avvincente quanto un romanzo, fatta di passioni, di ideali, di sogni di libertà, di sangue, di eroismo e che ha coinvolto intere generazioni di giovani, di ragazzi idealisti e coraggiosi, artisti e guerriglieri, soldati e borghesi, operai e contadini, popolani e nobili.
A Cavour che ammonisce "Libera Chiesa in libero Stato" fanno controcanto i repubblicani, gli anarchici, gli anticlericali, i laici, i garibaldini: tutti a comporre una cornice al cui interno matura, storicamente ineluttabile, la "liberazione" di Roma da un retaggio medievale e la sua collocazione nella modernità.
Circa venti anni prima, nel febbraio del 1849, era nata la Repubblica Romana, mazziniana, che durò circa sei mesi. A difendere la Repubblica (e intendo difenderla militarmente, armi in pugno) accorsero da tutta Italia e da tutta Europa.
Fra gli altri, Giuseppe Garibaldi e sua moglie Anita, Ugo Bassi, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, Luciano Manara, Aurelio Saffi.
E un giovane, giovanissimo Goffredo Mameli (aveva 21 anni). L'autore dell'Inno Nazionale Italiano è, quasi certamente, anche l'autore di un canto che accompagnò tutta la straordinaria avventura della Repubblica.
Alla prossima polemica sulla presenza di simboli religiosi in ambienti e contesti repubblicani e istituzionali, sarebbe bene ricordare che l'Italia l'hanno fatta ragazzi che cantavano questa canzone. E a chi si riempie il petto di "Fratelli d'Italia" varrebbe ribadire che l'Italia è una Repubblica democratica, non una "Monarchia assoluta teocratica ierocratica elettiva".
Se il Papa è andato via
buon viaggio e così sia
Non morirem d’affanno
perché fuggì un tiranno
perché si ruppe il canapo
che ci legava al pie’
Viva l’Italia e il popolo
e il Papa che va via
(se andranno in compagnia
viva anche gli altri re)
Addio, Sacra Corona
Finì la Monarchia
Or ch’è sovrano il Popolo
Mai più ritorni un re.
O popoli fratelli
oppressi da mill’anni
Buttate giù i cancelli,
scacciate i re tiranni!
Mai più sui troni siedano
imperatori o re!
(Al Campidoglio! il Popolo
dica la gran parola:
daghe i Romani vogliono,
non più triregno e stola!)

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