«Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.»
Ora ditemi: "il cavallo stramazzato" non è forse quello di Nietzsche in via Po a Torino?
«Era il 3 gennaio 1889. Nietzsche, che passeggiava per le strade di Torino, vide un uomo che fustigava malamente il suo cavallo, che pare si rifiutasse di muoversi: straziato da quella visione, Nietzsche venne colto dall’ira e dalla compassione ad un livello così intenso e profondo da lanciarsi addosso all’animale ed avvolgergli le braccia attorno al collo per difenderlo dai colpi, piangendo.»(1)
E non è lo stesso cavallo di Béla Tarr nel film "Il cavallo di Torino"?(2) Il cavallo che traccia, nella tormenta eterna del bianco e nero ungherese, la fine del tempo e della Storia, lo spegnersi dell'ultimo tizzone nella cenere del mai vissuto.
Questa notte sono stato svegliato dalle strida furibonde dei corvi; mi sono affacciato alla finestra e li ho visti, uno stormo nero contro un cielo livido e senza stelle che girava in cerchi concentrici sulla collina, spariva sul bosco e ricompariva urlando. Ho pensato a morte e dolore, a mia madre, allo smarrimento e alla paura davanti a un profilo buio di alberi agitati e rumoreggianti, un paesaggio improvvisamente alieno, un'aria ostile e incomprensibile.
Non date retta a chi sbeffeggia i riti e gli auguri(3): come possono ignorarsi i fili che gli uccelli neri intrecciano nella notte, come si può pensare che quei tracciati non scrivano, in oscuri alfabeti, i destini e i dolori degli uomini?
(1) https://ridersadvisor.com/2019/10/02/nietzsche-il-cavallo-la-compassione-e-la-follia/
(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Il_cavallo_di_Torino
(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Augure

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