Non d'acqua ma di miele sarà l'ultima
goccia della clessidra. La vedremo
brillare e inabissarsi nella tenebra,
ma conterrà le gioie che Qualcuno
o Qualcosa elargì al rosso Adamo:
il reciproco amore e il tuo profumo,
l'atto di dare un senso all'universo,
sia pur fallacemente, quell'istante
in cui Virgilio immagina un esametro,
la neve che discende lieve, l'acqua
della sete e il pane della fame,
sentire al tatto il libro che cerchiamo
nella gran confusione delle mensole,
il gusto della spada nello scontro,
il mare aperto che arò l'Inghilterra,
il conforto di udire le anelate
note dopo il silenzio, un incantevole
ricordo ormai sbiadito, la stanchezza,
l'attimo in cui il sonno ci dissolve.
La clessidra

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