I sentieri sono due. Quello dell'uomo
di ferro e di superbia, che cavalca
con salda fede per la dubbia selva
del mondo, tra gli sberleffi e la danza

immota del Demonio e della Morte,
e l'altro, breve, il mio. Quando, in che notte
smorta o in che antico mattino scoprirono
gli occhi miei la fantastica epopea,
il durevole sogno di Durero,
l'eroe e la masnada delle ombre
che insidiose mi cercano, mi trovano?
Me, non il cavaliere, esorta il bianco
vegliardo coronato di sinuosi
serpenti. La clessidra successiva
misura il tempo mio, non il suo eterno.
Io sarò cenere e notte; partito
più tardi raggiungerò tuttavia
il termine mortale; mentre tu
che non sei, cavalier dalla spada
diritta, andrai per la selva stecchita
finché il genere umano durerà,
imperturbato, immaginario, eterno.


Comments powered by CComment

Leggi anche...

  • Il gatto di Borges

     

    Non sono più silenziosi gli specchi
    né più furtiva l’alba avventuriera;
    sei, sotto la luna, quella pantera
    che a noi ci è dato percepire da lontano.

  • Ascolta il silenzio di una sedia

    Ascolta il silenzio di una sedia,
    diceva, e il battito dell’ora
    che sospinge il niente verso il niente.
    Negli occhi del cane segui le ombre
    del dubbio e i lampi del ricordo.
    Decifra le frasi che il ve...

  • Pido silencio

    Ahora me dejen tranquilo.
    Ahora se acostumbren sin mí.

    Yo voy a cerrar los ojos

    Y sólo quiero cinco cosas,
    cinco raices preferidas.

  • Il lungo addio [1]

    Cosa succede?

    Succede che circa un anno fa ho postato su Facebook il testo di una canzone di Roberto Vecchioni.

  • Los gauchos

    Come potevano sapere che i loro antenati erano venuti su un mare, come potevano sapere che cosa sono un mare e le sue acque.
    Meticci dell'uomo bianco, lo stimarono poco; meticci dell'uomo rosso, gli f...

This website runs on green hosting - verified by thegreenwebfoundation.org