Una grossa gallina occupa l'appartamento; è così grossa che ha già diroccato qualche uscio, nel tentativo di passare da una stanza all'altra. Non che sia molto irrequieta, tuttavia; è una gallina intellettuale, e trascorre quasi tutto il suo tempo a leggere. Infatti è consulente della casa editrice A.; l'editore le spedisce tutti i romanzi che appaiono all'estero, e la gallina li legge, pazientemente, con l'occhio destro, perché non può leggere con tutt'e due allo stesso tempo: quello sinistro rimane chiuso, sotto la bella palpebra grigia vellutata. Di tanto in tanto, la gallina borbotta qualcosa, perché la stampa è troppo piccola per lei; oppure fa clo-clo e sbatte le ali, ma nessuno può dire se lo fa dal piacere o dalla noia. Comunque, quando un libro non le piace, la gallina intellettuale se lo mangia; poi la casa A. manda un ispettore a raccogliere gli altri - che lei lascia sparsi per tutta la casa - e li pubblica. Questo ha dato origine in passato a qualche equivoco: libri che venivano ritrovati dietro un armadio, quando erano già stati pubblicati da un altro editore, con deplorevole successo. Ciò nondimeno, è la gallina più autorevole dell'industria libraria.

Non sappiamo come disfarcene; oltre a far crollare le porte ci sporca le stanze, e la domestica minaccia di andarsene se non va via la gallina. Eppure è un animale così intelligente, i suoi giudizi sono così esatti, le sue abitudini così miti: alle sei di sera sale sul suo divano, si appollaia, chiude gli occhi e si addormenta, senza dare più noia a nessuno; non si muove nemmeno per fare i suoi bisogni. Al mattino ci alziamo e la troviamo già nella sala da pranzo, intenta a leggere l'ultimo russo in Siberia, l'ultimo sudamericano. E non ha mai fatto un uovo.

J. Rodolfo Wilcock
Lo stereoscopio dei solitari
Adelphi, 1989


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