Per tutta la notte nel piccolo hotel
seduta sul letto mi hai parlato:
delle auto distrutte in un anno,
di tutti i soldi perduti in una bisca
a te sconosciuta.

Poi alzandoti, mi dicesti:
vedi, ho soltanto questo cappotto rosso,
queste scarpe, questa borsa,
e questa manciata di soldi
che stasera ho salvato.



Non voglio più gettare nel vento
il frutto degli abbracci che non vedo,
delle carezze che non sento.

Quella notte avevi paura
che qualcuno, come uno straccio,
gettasse i tuoi diciott'anni
in un cespuglio dell'autostrada.

Portami al Nord, mi dicesti,
portami dove nessuno può farmi
del male.

Tu avevi già perdonato
l'ingordo compagno.
Era il tuo corpo nudo
uno scrigno d'oro.
Al mattino era freddo
in questa città di alberi
e di chiese.

Non c'è nessuno, io dissi.
Non guardare intorno
non guardare indietro,
quella macchina laggiù è vuota.
A quest'ora anche lui dorme
sul suo nero guanciale.

 


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